Naufragio

naufragioIn un tempo che fa della novità, dell’evento e della svolta le sue bandiere, il rischio principale è di perdere di vista le vere cesure nell’accadere storico che finiscono per passare inosservate, assimilate al superficialmente tumultuoso trapassare degli eventi.

Il significato storico della vittoria di Matteo Renzi alle primarie del PD non va in nessun modo sottovalutato. Il fatto che si trattasse di un esito largamente annunciato, che si possa discutere sull’aberrante contesto (delle primarie per eleggere il Segretario di un Partito per giunta con un regolamente assurdo e bizantino) che l’ha reso possibile non deve ridimensionare il riconoscimento pieno e netto dell’importanza dell’evento. Perchè anche quelle distorsioni, anche queste condizioni grottesche non sono un accidente caduto dal cielo, ma hanno precise cause storiche, sono il frutto di decisioni liberamente prese.

Quindi se da un lato i servi sciocchi del potere che proclamano la fine non solo di una classe dirigente ma di una storia -quella che affonda le sue radici nel Partito Comunista Italiano- non meritano nemmeno il nostro disprezzo, d’altra parte su quella storia è ora necessario riflettere profondamente e lungamente. E tanto più profondamente e lungamente quanto in quella storia si è vissuto. Si tratta cioè di fare non più una critica esterna ma una critica sulla propria stessa storia. Se il percorso storico ci ha condotto a questo punto, evidentemente qualcosa non ha funzionato. Se è diventato possibile per tanti che da quella storia provengono anche solo pensare di poter sostenere Matteo Renzi allora qualcosa è andato nella direzione sbagliata.

Qual è il problema con Renzi? Non è certo il fatto che vada da Maria De Filippi, questa è un’idea da sinistra radical chic da ceti medi intellettuali. Nemmeno il fatto che proponga un rinnovamento, ovviamente. Infine, anche il fatto che provenga dalla DC non costituisce il problema. Non è nemmeno il porsi come leader. La storia della sinistra ha conosciuto grandissimi leader. Il problema è che Renzi non fonda la sua leadership, la sua richiesta di consenso sulla base di una visione del mondo, di un’idea di trasformazione del reale. Non chiede i voti perchè si ritiene il più capace, il più adatto per mettere in pratica una qualche prospettiva razionale di modificazione dell’esistente (per farlo diventare più giusto, più umano, più rispondente ad una qualche idea di società più armonica). Naturalmente tutto ciò può essere trovato ex post, si può variamente argomentare su quali siano le idee, i programmi di Renzi in politica economica, sociale ecc. Ma è evidente che non è questo l’essenziale, che si tratta di una giustificazione retrospettiva. Ciò che sta al fondo è il fatto che Renzi richiede i voti in quanto Renzi e li richiede in quanto è in grado di eliminare non solo una classe dirigente, ma la stessa idea di politica per la quale gli uomini fanno politica non in quanto tali ma in nome di un’idea. Questo è ciò che sta al fondo al supposto senso di “superiorità” della Sinistra. Qualora questo senso di superiorità non sia frainteso in senso moralistico, esso esprime l’idea di un’agire non semplicemente ispirato all’empirismo (al fare ciò che di volta in volta appare meglio in base agli interessi che si scontrano) ma che, pur tenendo conto della realtà dei rapporti di forza ispira la propria azione ad una Teoria che viene messa in rapporto con la prassi, in forme più o meno complesse e mediate.

E’ questo elemento che permette di non arrendersi di fronte al dato della sconfitta, di potere aver ragione anche se temporaneamente si perde. Perchè si ritiene che sopra la contingente vittoria e sconfitta vi sia qualcosa di più alto e che quel qualcosa di più alto sia in fondo più degno di essere perseguito.

Il fatto che su questo non si senta più bisogno di riflettere, il fatto che la politica sia accolta come una mera prassi non problematica intesa a vincere le elezioni, questo è il cuore della manifestazione della crisi dell’idea di Sinistra. Se si vota Renzi “perchè con Renzi si vince” è evidente che si è aderito in pieno a questa deriva.

Che fare? Per una volta, per il momento è forse meglio non fare e fermarsi a pensare. Paradossalmente la nettissima sconfitta potrebbe costituire un’occasione per fare questo, per far sì che chi veramente crede ancora in un’idea diversa di politica possa ritrovarsi, riconoscersi e ritrovare le ragioni del proprio agire. Un ritorno alle origini. Uno scavare in profondità. Recuperare il respiro della Storia. Una rivoluzione spirituale, prima che un cambiamento reale possa avvenire.

Di questo abbiamo bisogno e su questo, credo, bisognerebbe impegnarsi.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

2 risposte a Naufragio

  1. Paolo Furia ha detto:

    Bell’articolo. ANche se “quelle distorsioni… hanno precise cause storiche, sono il frutto di decisioni liberamente prese”. è una frase decisamente ambigua.Il fatto che un fenomeno storico abbia cause storiche non significa fatto che sia conseguenza da ascriversi a decisioni liberamente assunte. Più facilmente, i fenomeni sono con-causati da una pluralità di fattori e sono essi stessi effetti aggregati di decisioni, azioni, scelte operate da soggetti diversi che si incrociano e si incastrano nel flusso temporale in maniera imprevedibile a priori. Non c’è nulla di ineluttabile, no; però questa vittoria non è priva di senso e va assunta per il senso che ha. Reclamare la ragione al di sopra della storia è un grande ideale illuministico. Ma il Novecento ci ha insegnato a non esagerare in questa pretesa.
    A presto!

  2. Ferrari Silva ha detto:

    Forse se si fossero fermati a pensare 20 anni fa, e avessero deciso di restare un partito di sinistra…………

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...